Nel 2017 sono state pubblicate due varianti della norma CEI 64-8 riguardanti l’argomento: ecco una sintesi delle principali novità

Un buon progettista elettrico sa molto bene che il rischio incendio è una delle minacce più serie: valutarne correttamente i pericoli risulta di estrema importanza per garantire la sicurezza e salute delle persone.

Nel 2017 sono state pubblicate due varianti importanti della norma CEI 64-8 che riguarda le prescrizioni e prestazioni degli impianti elettrici civili.

Vediamo in sintesi quali sono le novità introdotte, premettendo che la descrizione più approfondita e tecnica è disponibile nel sito del Comitato Elettrotecnico Italiano.

Un elettricista al lavoro

La Variante V3

La prima Variante V3 ha modificato le sezioni relative alla protezione contro gli incendi, ai dispositivi per la protezione contro il rischio e dispositivi di controllo. Le norme introdotte nascono con l’obiettivo di controllare la minaccia di incendio legato agli impianti elettrici.

Dove è presente un maggior rischio e nei luoghi soggetti a dei vincoli (come quelli artistici) è necessario, applicare una delle seguenti misure:

  • Installare dei dispositivi che possono rilevare le conseguenze di un guasto e attivare allarmi e protezioni automatiche o manuali come sonde di temperatura e rilevatori;
  • Verificare ed eseguire la manutenzione periodica programmata per controllare le parti dell’impianto che possono presentare un pericolo di guasto in serie.
  • Utilizzare dei dispositivi di rilevazione di guasti d’arco in accordo con la norma di prodotto CEI EN 62606 con tensione nominale sino a 240 V e per circuiti monofase.

Altre disposizioni di questa variante riguardano l’installazione degli interruttori differenziali all’origine dell’impianto, il dimensionamento delle protezioni da sovraccarico, sistemi in grado di rilevare i sovraccarichi.

Una presa elettrica

La Variante V4

La Variante V4, invece, deriva dall’applicazione di uno specifico regolamento UE relativo ai cavi elettrici, di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Il regolamento ha obbligato i produttori a realizzare cavi classificati in base ai risultati delle prove di reazione al fuoco. Inoltre, sempre secondo il regolamento, questi dispositivi devono rispondere anche alle norme sul comportamento al fuoco e i sistemi di valutazione e verifica della costanza della prestazione.

Dunque, a seguito del regolamento è stato necessario aggiornare la CEI 64-8 per regolamentare le modalità di impiego dei nuovi cavi e di qui arriva la Variante V4.

Sostanzialmente questa modifica prevede che in caso di utilizzo di cavi e altri prodotti con comportamento al fuoco secondo le serie di norme CEI EN 61386 non è necessario attuare delle precauzioni contro il rischio di propagazione degli incendi.

Se, al contrario, ci sono dei rischi specifici è raccomandata l’installazione di cavi con prestazioni di reazione al fuoco superiori. Possono essere inferiori solamente in specifici casi.

 

Quadri elettrici e rischio incendio

Anche i quadri elettrici utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva devono seguire delle regole specifiche ATEX è la principale certificazione di riferimento.

Indica che i prodotti soddisfano le norme fondamentali sulla salute e la sicurezza in Europa che regolamentano tutti i tipi di apparecchi, sistemi di protezione e componenti destinati all’utilizzo in ambienti a rischio di esplosione.

In base all’area in cui il prodotto deve essere impiegato, i requisiti e le procedure per la prova di conformità (procedura di valutazione della conformità) hanno diversa validità.

EiQ Industrial fornisce, per i propri quadri elettrici, la dichiarazione di conformità per il gruppo 2, categoria 3 per le zone 2, 22 in base alla direttiva ATEX 2014/34/UE.