Tutti noi apprendiamo grazie all’esperienza, ovvero assumendo dei comportamenti correttivi a partire dai nostri errori. Questa tecnologia emergente è basata proprio su questo meccanismo e mira a replicare il sistema di ragionamento dell’intelligenza umana.

Creare sistemi, macchine, tecnologie in grado di pensare e agire praticamente come una mente umana?

Fino a qualche decennio fa pareva quasi impossibile, ma oggi le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale nell’industria potrebbero portare a soluzioni nuove con benefici positivi nella nostra vita, come peraltro abbiamo visto anche con altre tecnologie emergenti (il 5G e la blockchain).

 

COS’E’ L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L’intelligenza artificiale è una disciplina dell’informatica che studia teorie, metodologie e tecniche con l’obiettivo di progettare sistemi software e hardware che forniscono al computer prestazioni che a prima vista sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana.

Il concetto che sta alla base è semplice perché è esattamente quello dell’intelligenza umana. Tutti noi apprendiamo grazie all’esperienza, cioè il ripetere l’azione numerose volte anche sbagliando e assumendo, a partire dagli errori, quei comportamenti correttivi in grado di migliorarci in futuro.

Nell’intelligenza artificiale si cerca di riprodurre proprio questo meccanismo solo che, a differenza della nostra mente, ci sono degli algoritmi. Questi possono ripetere l’azione più volte acquisendo nuovi dati e informazioni durante ogni azione.

Il sistema che allena l’intelligenza artificiale a svolgere questo compito migliorando le capacità di apprendimento è il machine learning. Se poi questo algoritmo porta l’intelligenza artificiale ad imitare la mente umana, allora parliamo di deep learning.

 

LE APPLICAZIONI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Le soluzioni a cui si può applicare l’intelligenza artificiale nell’industria e nell’automazione di processo sono numerose.

A tale proposito è interessante una ricerca del Politecnico di Milano che ha analizzato oltre 700 imprese e mappato più di 450 casi di intelligenza artificiale, individuando dei specifici ambiti applicativi:

  • Veicoli a guida autonoma;
  • Robot in grado di muoversi, manipolare oggetti ed eseguire azioni senza intervento umano;
  • Oggetti in grado eseguire azioni e prendere decisioni senza intervento umano;
  • Assistenti virtuali e chatbot che comprendono tono e contesto di un dialogo, memorizzano e riutilizzando le informazioni raccolte;
  • Soluzioni per orientare le preferenze, gli interessi e le decisioni dell’utente basandosi sulle informazioni da esso fornite;
  • Sistemi che analizzano le immagini e i video per il riconoscimento dei soggetti che vi compaiono;
  • Sistemi che processano i linguaggi per l’elaborazione, comprensione, traduzione e produzione di testi in modo autonomo;
  • Soluzioni che analizzano gli algoritmi di intelligenza artificiale per estrarre informazioni.

È facile intuire come le potenzialità dell’intelligenza artificiale nell’industria siano enormi e in continuo sviluppo: macchinari e processi saranno sempre più collaborativi e in grado di apprendere in modo autonomo favorendo anche la nascita di nuovi modelli di business.

Foto di Free-Photos da Pixabay


LE PROSPETTIVE FUTURE

A questo punto viene da chiedersi: cosa ci aspetta in futuro per quanto riguarda l’intelligenza artificiale?

Quest’anno è stato stimato un aumento della spesa complessiva per l’intelligenza artificiale del 44% a quasi 36 miliardi di dollari, che potranno arrivare entro tre anni a 79 miliardi.

La sfida reale è tra Stati Uniti e Cina dove le applicazioni si stanno diffondendo sempre di più, sia in ambito pubblico che privato.

E in Europa? Qui si punta alla cooperazione tra Paesi con un intervento mirato dei governi e un supporto del settore con investimenti e un confronto per stabilire delle regole di salvaguardia.

 

Fonti: https://anieautomazione.anie.it/osservatorio-dellindustria-italiana-dellautomazione-7/?contesto-articolo=%2Fpubblicazioni%2F#wpcf7-f2587-p2507-o1